Maria soffre con noi

Ap 6,9-10 

Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che avevano resa. E gridarono a gran voce: «Fino a quando, Sovrano, / tu che sei santo e verace, / non farai giustizia / e non vendicherai il nostro sangue / sopra gli abitanti della terra?». Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro. 

Diario di santa Faustina, n. 25 – «Nella notte mi fece visita la Madonna con in braccio il Bambino Gesù. La mia anima fu piena di gioia e dissi: “O Maria, Madre mia, lo sai quanto terribilmente soffro?”. E la Madonna mi rispose: “Lo so quanto soffri, ma non temere, io partecipo e parteciperò sempre alla tua sofferenza”. Sorrise amabilmente e scomparve. Immediatamente nella mia anima ritornò la forza e tanto coraggio». 

Meditazione 

Il libro dell’Apocalisse – un testo tanto celebre, quanto poco frequentato – propone il vangelo, cioè la buona notizia, della stupefacente solidarietà delle anime del Paradiso con gli abitanti della terra. L’apertura del quinto sigillo dà perfino modo di conoscere il coinvolgimento di Dio stesso nelle nostre tribolazioni terrene. Un coinvolgimento che pare però sconcertare, visto che alla richiesta dei martiri di fare giustizia del proprio sangue («Fino a quando… non vendicherai il nostro sangue / sopra gli abitanti della terra?»), viene richiesto un tempo imprecisato di attesa («fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro»). Altrettanto sconcertante può sembrare anche il coinvolgimento di Maria SS., che ai gemiti sofferenti di santa suor Faustina («O Maria, Madre mia, lo sai quanto terribilmente soffro?») risponde: «Lo so quanto soffri, ma non temere, io partecipo e parteciperò sempre alla tua sofferenza». Nessuna soluzione, dunque, ma un incoraggiamento. Che, tuttavia, ha il sapore di una consolazione capace di restituire, da subito, forza e coraggio: «Immediatamente – scrive santa suor Faustina – nella mia anima ritornò la forza e tanto coraggio». Alla grazia risolutrice, quindi, la Madonna predilige la grazia della fortezza. La ragione è semplice: Maria SS. ha infatti seguito Gesù fino alla Sua morte di croce, condividendo fino all’ultima goccia di sangue la Sua sofferenza redentrice. Ma ora che si trova assunta in cielo, il Suo compito è quello di condividere fino all’ultimo respiro la nostra sofferenza che Lei stessa, come Madre di Dio e della Chiesa, ha il potere di unire alla propria e a quella di Gesù per la redenzione del mondo. Quella di Maria SS., quindi, non è la solidarietà “debole” di chi si accontenta di far sapere a chi soffre di essergli o di esserle semplicemente vicino. Ma la solidarietà “forte” di chi è capace di cambiare il dolore in gioia, l’afflizione in speranza, la morte in risurrezione. E il sorriso amabile (e non casuale) con cui Maria SS. si congeda da santa suor Faustina ne è un segno molto speciale e commovente. 

Domande di riflessione 

  1. La celebrazione della Risurrezione di Gesù ha, come effetto, anche quello di farmi sentire più vicino ai santi del Paradiso e, in modo particolare, a Maria SS.? 
  2. Mi scandalizza l’attesa richiesta da Dio anche ai suoi martiri che domandano giustizia del proprio sangue versato? 
  3. Sono consapevole che la Pasqua non è un semplice lieto fine, ma l’occasione – per me e per tutta la Chiesa – di imitare la vicenda della morte-risurrezione di Gesù in unione a Maria SS.? 

Preghiere 

  1. Per coloro che soffrono a causa del vangelo: uniti a Maria SS., trovino speranza nell’ascolto della Tua Parola. Preghiamo. 
  2. Per chi soffre la malattia fisica o mentale, perché la potenza della Risurrezione e dell’intercessione di Maria SS. li raggiunga nel corpo e nello spirito. Preghiamo. 
  3. Per i nostri persecutori, perché la potenza della Misericordia di Dio tocchi i loro cuori. Preghiamo. 
  4. Perché nel dolore, la vicinanza di Maria SS. ci doni forza e coraggio. Preghiamo. 

Segue la coroncina alla Divina Misericordia.