Al Cuore della consolazione

Mc 1, 29-34.

E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Diario di santa Faustina, n. 1777 – «Sappi, figlia Mia, che il Mio Cuore è la Misericordia stessa. Da questo mare di Misericordia le grazie si riversano sul mondo intero. Nessun’anima che si sia avvicinata a Me, è ripartita senza essere stata consolata. Ogni miseria affonda nella Mia Misericordia e da questa sorgente scaturisce ogni grazia salvifica e santificante».

Meditazione

La catechesi che Gesù offre a santa suor Faustina sul culto al Suo SS. Cuore compie un passo in avanti. Dice Gesù: «Nessun’anima che si sia avvicinata a Me, è ripartita senza essere stata consolata». Ma ciò che Gesù dice a santa suor Faustina non riguarda soltanto quello che avviene oggi a chi si accosta a Lui con la devozione al Suo SS. Cuore. Ripartire consolati da Gesù a chi Gli si avvicina è infatti un’esperienza già narrata nel vangelo e quindi è ciò che avviene da sempre a chi, con fede, si rivolge a Gesù. A volte è Gesù ad accostarsi ai bisognosi, come avvenne alla suocera di Pietro. Alle volte, invece, sono i bisognosi che si accostano a Lui o vengono portati a Lui («gli portavano tutti i malati e gli indemoniati»). Il risultato è sempre lo stesso: chi viene guarito dalla febbre come la suocera di Pietro («la febbre la lasciò») e chi – come i malati e gli indemoniati – viene risanato dalle proprie infermità («Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni»). La guarigione non è l’esperienza di tutti coloro che si accostano a Gesù (il vangelo parla infatti di «molti», non di tutti), ma quello che Gesù rivela a santa suor Faustina, quando le dice che nessun’anima è mai ripartita da Lui «senza essere stata consolata», invita ad ampliare la gamma degli effetti che un contatto con Gesù può sortire. La consolazione, infatti, non coincide necessariamente con il sentimento immediato della consolazione, né con la guarigione immediata da una malattia. Si tratta, invece, di qualcosa di diverso e di più grande. E che viene percepito unicamente con il senso della fede. «Ogni miseria – dice Gesù a santa suor Faustina – affonda nella Mia Misericordia e da questa sorgente scaturisce ogni grazia salvifica e santificante». Ciò significa non solo che ogni indigenza, immersa nel SS. Cuore di Gesù, viene sempre da Lui assorbita, ma soprattutto che viene sempre da Lui trasformata. O in modo da essere cancellata (la guarigione) oppure da essere, per così dire, cambiata di segno. La malattia, toccata da Gesù, da puro veicolo di morte diventa cioè via di salvezza e santificazione. Chi crede nel SS. Cuore di Gesù e nelle sue vie, spesso misteriose, non sarà mai deluso.

Domande di riflessione

  1. Mi accosto al SS. Cuore di Gesù con la fiducia di partirmene, in ogni caso, consolato/a?
  2. La mia fede riesce a percepire che la mia malattia non guarita da Gesù, ma immersa nel Suo SS. Cuore, ne esce in ogni caso trasformata?
  3. Cosa significa, per me, “immergere” una sofferenza nel SS. Cuore di Gesù? In che modo la “immergo”?
  4. Se sono stato guarito da Gesù da qualche infermità fisica o spirituale, sono consapevole che la grazia concessami deve essere messa al servizio Suo e della Sua Chiesa?

Preghiere

  1. Per i bambini malati: immergiamo le loro sofferenze, Gesù, nella Tua Misericordia. Preghiamo.
  2. Per chi non accetta la malattia di una persona cara: fa’ che il Tuo SS. Cuore, Gesù, sia fonte di grazia e consolazione. Preghiamo.
  3. Per gli agonizzanti che non sanno o non possono pregare: immergili, Gesù, nella Tua Misericordia. Preghiamo.
  4. A chi non riesce a dare un senso alla sua malattia dona, Gesù, la Tua Misericordia. Preghiamo.

Segue la coroncina alla Divina Misericordia.